LAVORO

Ispezionate 103.000 aziende, 30.416 lavoratori 'in nero'

Ispezionate 103.000 aziende, 30.416 lavoratori 'in nero'
Sono stati anche accertati fenomeni di esternalizzazione irregolare dei processi produttivi nei confronti di 8.962 lavoratori con un considerevole incremento, pari a +86%, rispetto ai dati rilevati nel periodo dal 1 gennaio al 30 settembre dell'anno precedente

Sono state oltre 103.000 le aziende ispezionate dal ministero del Lavoro nei primi tre trimestri dell'anno, per un tasso di irregolarita' riscontrato pari al 61%. Nel dettaglio, informa una nota, il personale ispettivo ha effettuato 103.348 accessi presso le aziende, a cui vanno aggiunti 5.104 accertamenti in materia di Cassa integrazione straordinaria, di Cassa integrazione in deroga, di Contratti di solidarieta' e di patronati. Gli accertamenti ispettivi gia' definiti al 22 settembre, pari a 94.025, hanno portato alla contestazione di illeciti nei confronti di 57.307 aziende con un tasso di irregolarita' complessivo pari a circa il 61%, a fronte del 59,51% registrato nello stesso periodo del 2015.
Nello specifico, sono stati trovati 30.416 lavoratori occupati "in nero" dato in aumento di circa l'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sono stati inoltre adottati provvedimenti di sospensione dell'attivita' nei confronti di 5.483 aziende a causa dell'impiego di personale non dichiarato in misura pari o superiore al 20% di quello presente al momento della visita ispettiva, con una leggera contrazione rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (5.658 sospensioni adottate). Sono stati anche accertati fenomeni di esternalizzazione irregolare dei processi produttivi nei confronti di 8.962 lavoratori con un considerevole incremento, pari a +86%, rispetto ai dati rilevati nel periodo dal 1 gennaio al 30 settembre dell'anno precedente.
Altre significative irregolarita' riscontrate hanno riguardato la riqualificazione di numerosi rapporti di lavoro fittizi di fatto consistenti in veri e propri rapporti di lavoro subordinato (5.601), dato anch'esso in aumento (+ 4%) rispetto a quello rilevato nei primi tre trimestri del 2015. Inoltre, sono state contestate numerose violazioni in materia di: tutela delle lavoratrici madri e pari opportunita' uomo donna (598), dato in flessione rispetto a quello rilevato al 30 settembre 2015 (789); orario di lavoro (9.478), con un consistente aumento (circa +45%), rispetto ai primi tre trimestri dell'anno 2015; salute e sicurezza sul lavoro (19.990 illeciti di natura prevenzionistica, dato sostanzialmente in linea con le irregolarita' registrate al 30 settembre dell'anno precedente).
Il ministero evidenzia, infine, il sensibile incremento delle irregolarita', di natura penale, relative all'impiego di 1.124 lavoratori extracomunitari clandestini, a fronte di 1.081 lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno rilevati nei primi tre trimestre dell'anno 2015.

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